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Giulia Maria Crespi (1923/2020). La donna innamorata del futuro.

  • Fabrizio Andreoli
  • News
  • Read 835 times Last modified on Martedì, 22 Settembre 2020 08:28

"Non abbiamo poco tempo,ma ne abbiamo perduto molto. Abbastanza lunga è la vita e data con larghezza per la realizzazione delle cose più grandi,se fosse tutta messa a frutto", Seneca, da "La brevità della vita".

Giulia Maria Crespi è scomparsa,all'età di 97 anni, lo scorso 19 Luglio.

Dalla vita ha ricevuto molto e ,in un tragico ruolo delle parti, la vita le ha sottratto affetti importanti. Ha sempre dichiarato: "Chi ha avuto molto,deve dare molto."

Le qualifiche professionali, alle volte, possono risultare fuorvianti. Giulia Crespi è stata un'imprenditrice, un'editrice e tra i fondatori, nel 1975, del Fondo Ambiente Italiano (Fai) Erede unica di una dinastia di imprenditori tessili, i Crespi d' Adda.

Una famiglia lombarda che, agli inizi del Novecento, possedeva la maggioranza delle quote azionarie del "Corriere della Sera". E, tra il 1962 e il 1974, in anni non facili per la vita politica e sociale del Paese,Giulia Maria Crespi, quarantenne, ha gestito il più importante quotidiano nazionale. Sotto la sua amministrazione, sulle pagine del "Corriere della Sera",ha trovato spazio Pier Paolo Pasolini (con i suoi " scritti corsari"), così come Antonio Cederna ha divulgato il credo ambientalista.

L'editrice, da una posizione di forza, ha sfidato il potere. Amici e detrattori l'hanno definita: "zarina", "testarda", "riluttante ai compromessi","autoritaria", "battagliera","scorbutica","sognatrice" e "romantica". Il giornalista Ferruccio de Bortoli ha ricordato così Giulia Crespi:"Ho visto ministri, banchieri, industriali di fama abilmente messi sull' attenti da una donna minuta, gracile, ma innervata da una volontà di ferro." È certo che Giulia Maria Crespi si è formata sotto le ali

dell'etica del lavoro e della passione per l'arte e la natura.

Ha avuto come istitutrice Fernanda Wittgens, storica dell'arte, che è stata la prima donna direttrice dell' Accademia di Brera dal 1941 al 1944. Un altro riferimento importante nella formazione di Giulia Crespi, in merito al concetto di res publica, pensiamo possa essere stata l'opera di Benedetto Croce, ministro della Pubblica istruzione del Governo Giolitti, che ha fortemente voluto una legge (Legge n°778\11 Giugno 1922, prima normativa in Italia) per la tutela delle bellezze naturali e degli immobili di particolare pregio storico. In questo contesto Giulia Maria Crespi ha contribuito alla nascita del Fondo Ambiente Italia, alla prima realizzazione della collaborazione pubblico/privato riguardo alla difesa, alla valorizzazione del patrimonio culturale dell' Italia.

Il Fai ha aperto le porte delle meraviglie del Belpaese alla popolazione, in una prospettiva di partecipazione civica, di crescita individuale e collettiva,verso una coscienza ecologica e una consuetudine alla bellezza.

Tutto questo è stato attuato in un Paese in cui è stata evidente l' arretratezza civile - di una parte - della borghesia, di una classe dirigente - in parte- prevaricatrice e una buona dose di indifferenza ( su tali questioni) di alcuni intellettuali. Le ceneri di Giulia Maria Crespi sono state disperse in un luogo importante - un terreno di famiglia -nella esistenza della imprenditrice, nel bosco della Zelata, nel Parco del Ticino, vicino a Pavia, in cui ha riconvertito - sotto l'influenza delle fasi astrali e lunari - 300 ettari di terra e ha creato una tra le prime aziende agricole biodinamiche del Vecchio continente.

Di sé ha detto:"Nella mia vita ho commesso un sacco di sbagli e ho molti difetti ma ho sempre cercato la verità". Cinque mesi fa, il 16 Aprile,nel pieno della pandemia di Covid-19, Giulia Crespi ha scritto una lettera aperta al direttore del "Corriere", nella quale propone di recuperare un' agricoltura amica dell' uomo, della terra e di attuare una riforma radicale della Politica agricola europea (Pac), di approvare,in Italia, la legge sul biologico (legge ferma al Senato, ndr).

 

Fonti: Gian Antonio Stella,"Il Corriere,il Fai e le mille battaglie di Giulia Maria", "Corriere della Sera", Lunedì 20 Luglio 2020, pp.12,13

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