Due Guerre Mondiali e milioni di morti: era necessario partire da qui, dalle macerie delle guerre per arrivare a quello che siamo oggi: uno spazio di pace, prosperità, solidarietà e stabilità. Per impedire il verificarsi di altre guerre fratricide si decise che le due più importanti risorse dell’industria bellica, il carbone e l’acciaio, sarebbero diventate per la prima volta nella storia strumenti di integrazione e quindi di pace. In che modo? Garantendo, per i Paesi che avessero sottoscritto il Trattato, la loro la libera circolazione e il libero accesso alle fonti di produzione. Oltre ad impedire un riarmo segreto a tutte le nazioni firmatarie, il Trattato – questo il nodo cruciale- avrebbe posto fine alla storica rivalità tra Germania e Francia, in continua guerra tra loro, anche per le dispute territoriali per il controllo delle ricchezze minerarie della Regione della Ruhr e della Saar.
L’impianto dei Trattati lo si deve al Ministro degli esteri francese Robert Schuman e Jean Monnet, che fu il maggior ispiratore della “Dichiarazione Schuman” del 9 maggio 1950: “L'unione delle nazioni esige l'eliminazione del contrasto secolare tra la Francia e la Germania: l'azione intrapresa deve concernere in prima linea la Francia e la Germania. A tal fine, il governo francese propone di concentrare immediatamente l'azione su un punto limitato ma decisivo”.
"Non abbiamo poco tempo,ma ne abbiamo perduto molto. Abbastanza lunga è la vita e data con larghezza per la realizzazione delle cose più grandi,se fosse tutta messa a frutto", Seneca, da "La brevità della vita".
Giulia Maria Crespi è scomparsa,all'età di 97 anni, lo scorso 19 Luglio.
Dalla vita ha ricevuto molto e ,in un tragico ruolo delle parti, la vita le ha sottratto affetti importanti. Ha sempre dichiarato: "Chi ha avuto molto,deve dare molto."
Le qualifiche professionali, alle volte, possono risultare fuorvianti. Giulia Crespi è stata un'imprenditrice, un'editrice e tra i fondatori, nel 1975, del Fondo Ambiente Italiano (Fai) Erede unica di una dinastia di imprenditori tessili, i Crespi d' Adda.
Una famiglia lombarda che, agli inizi del Novecento, possedeva la maggioranza delle quote azionarie del "Corriere della Sera". E, tra il 1962 e il 1974, in anni non facili per la vita politica e sociale del Paese,Giulia Maria Crespi, quarantenne, ha gestito il più importante quotidiano nazionale. Sotto la sua amministrazione, sulle pagine del "Corriere della Sera",ha trovato spazio Pier Paolo Pasolini (con i suoi " scritti corsari"), così come Antonio Cederna ha divulgato il credo ambientalista.
L'editrice, da una posizione di forza, ha sfidato il potere. Amici e detrattori l'hanno definita: "zarina", "testarda", "riluttante ai compromessi","autoritaria", "battagliera","scorbutica","sognatrice" e "romantica". Il giornalista Ferruccio de Bortoli ha ricordato così Giulia Crespi:"Ho visto ministri, banchieri, industriali di fama abilmente messi sull' attenti da una donna minuta, gracile, ma innervata da una volontà di ferro." È certo che Giulia Maria Crespi si è formata sotto le ali
In questo periodo così complicato per tutto il pianeta, le tecnologie consentono di tenere contatti personali e professionali, erogare ed usufruire di servizi pubblici e privati: rinnovo documenti, presentazione istanze, operazioni bancarie, acquisti nei supermercati on-line, lezioni scolastiche e universitarie.
Qatar General Electricity and Water Corporation (Kahramaa) - Azienda che eroga servizi elettrici e idrici qui in Qatar - ha verificato un notevole aumento degli accessi ai servizi on-line.
Nel periodo 17-28 marzo, la creazione di nuovi account ha registrato un incremento del 93%, i log sono aumentati di circa il 300%, e i download della app che l’Azienda ha reso disponibile per gli smartphones sono cresciuti del 240%, se confrontati con lo stesso periodo del mese di febbraio. Kahramaa nei dieci giorni di marzo ha ricevuto oltre 17.000 accessi, di cui oltre 14.000 pagamenti “elettronici”.
Le strade vuote e le giornate interminabili. In prossimità della primavera vi è, di giorno in giorno, sempre più luce. Il tran tran quotidiano è stato spezzato da un virus. Viviamo in un limbo, in attesa di ...
"Ma l'augurio che possiamo farci, anzi dobbiamo farci, è che qualcosa rimanga di questa lunga pausa: a cominciare dall'idea che apparteniamo, nel bene e nel male, alla natura, che siamo natura noi stessi", Michele Serra.
Nelle ultime ore le persone si muovono al rallentatore, con degli scudi - mascherine, guanti, disinfettanti tascabili - necessari a difenderci da una minaccia visibile, invisibile, insidiosa: il Coronavirus, il Covid-19.
Per l' Organizzazione mondiale della sanità (Oms) il Covid-19 può essere caratterizzato come una pandemia: 118 mila contagi segnalati in 114 nazioni.