ORA O MAI PIU’
Prima o poi riusciremo a sconfiggere il corona virus, seppur pagando un prezzo altissimo. Ma esiste un altro virus che in Italia rischiamo di non sconfiggere mai, neanche quando dovremo affrontare il difficilissimo periodo della “ricostruzione” post-crisi. E’ un virus che assilla il nostro Paese da un tempo ben più lungo del coronavirus, che ci ha paralizzato e ci paralizza, che negli ultimi 18 anni ha fatto “crescere” il PIL del Paese dello 0,2 l’anno: il dato peggiore tra tutti i paesi industrializzati.
Un virus che tiene in vita centinaia di piccoli e grandi poteri paralizzanti e che può rendere sterile qualsiasi tentativo di ripartire dopo questa pandemia. E’ il virus della burocrazia e dell’ipertrofia legislativa, che è persino riuscito ad infiltrarsi nelle procedure d’urgenza di questi giorni. Una malattia che va affrontata ora e per la quale occorre individuare in tempi rapidi un “vaccino” che ci renda immuni. La nostra burocrazia è un luogo dove si resta fermi contemplando il banale interrogativo del “si può fare o non si può fare?” .
La settimana appena trascorsa è consegnato due momenti meritevoli di attenzione. Il primo è avvenuto nella giornata di martedì in cui 16 ore di negoziato nel corso della notte sono state fatte riemergere una spaccatura all'interno dell'Eurogruppo chiamato a decidere le misure economiche per fronteggiare l'emergenza in corso.
Il presidente europeo, il portoghese Mario Centeno aveva annunciato che le divisioni tra nord e sud non erano state superate e rimandava ogni decisione a giovedì. Questo primo incontro è sembrato rievocare quella particolare situazione in cui molti di noi si sono ritrovati, di quando si trova un parente ammalato al capezzale e preoccupazione del malato, è costretto un litigare con i parenti rinfacciandosi colpe reciprocamente.